Maggio 4, 2008
NATs Colombia: incontro con due ragazzi lavoratori
Posted by fagiolina under Eventi | Tag: Add new tag, bambini, Bambini lavoratori, colombia, fundacion del pequeno trabajador, NATs, sfruttamento |Giovedì 17 Aprile 2008
Incontro con ragazzi lavoratori della Colombia
appartenenti all’associazione NATs
Situazione attuale della Colombia
Vi sono 44 milioni di abitanti.
Il governo è di estrema destra, appoggiato dagli Stati Uniti. Gli USA, d’accordo col governo Colombiano, stanno finanziando e mettendo in atto un programma di defertilizzazione dei terreni: vengono mandati aerei americani che spargono sui terreni dei pesticidi che rendono la terra sterile per 100 anni, fertile solo alle piante di coca.
Questo ha portato ad un conflitto armato che dura ormai da 20 anni, nel quale gruppi di contadini che appoggiano il governo si scontrano in una guerriglia continua contro gruppi paramilitari.
Altre problematiche sono state generate da questa terribile situazione:
“Desplazamento”: la Colombia è un paese prevalentemente agricolo, ma il programma di defertilizzazione dei terreni ha portato alla disoccupazione milioni di contadini, i quali, anche per scappare dalla guerriglia e dalle malattie portate dai pesticidi, si riversano in massa nelle città per cercare nuove opportunità di lavoro e sostentamento. La Colombia è il secondo paese al mondo per numero di desplazados: dal 1996 al 2006 sono 3 milioni.
Narcotraffico: è iniziato dalla seconda metà degli anni ’90; la Colombia è il primo produttore mondiale di foglie di coca per mancanza di alternative possibili.
Povertà: il 62% della popolazione è in situazione di povertà (circa 27 milioni); 14 milioni sono sotto il livello di povertà.
Bogotà, la capitale, è la città più grande e popolata, è qui che i desplazados si riversano dalle campagne.
Vi è, in tutta la Colombia, l’assoluta necessità di far lavorare i bambini per questioni economiche.
Il governo sta mettendo in atto un progetto di drastica eliminazione del lavoro minorile, senza tuttavia offrire alternative plausibili, e quindi senza estirpare il problema alla radice
: i bambini minorenni che vengono trovati a lavorare sono sequestrati, sottratti alla famiglia (alla quale è tolta la patria potestà) e portati in un istituto di “protezione familiare” fino al compimento dei 18 anni.
In Colombia i bambini lavoratori in condizioni pericolose sono 2.500.000, ma lo stato, invece di battersi per migliorare la situazione, si preoccupa solo di sradicare il fenomeno.
Testimonianza del primo ragazzo, di 16 anni
Ha iniziato a lavorare quando aveva 8 anni a causa di un periodo di crisi economica passato dalla sua famiglia. Aiutava il padre nella sua bancarella al mercato di Bogotà, il secondo più grande del mondo. Lavorava nell’ambito del riciclaggio, girando quindi tra le strade insieme agli amici e cercando materiali da recuperare. Visto dalla polizia, fu preso e portato nell’istituto di protezione, ma il padre riuscì a farlo uscire dopo poco tempo. Tornò a lavorare col padre. Una volta entrato nei NATs, pur lavorando riprese gli studi, ed ora è il primo della classe.
Testimonianza di Marialiliana, la seconda ragazzina, di 13 anni
Ha iniziato a lavorare a 8 anni a Patio Bonito, un quartiere di Bogotà molto degradato, abitato in prevalenza da desplazados. Qui i bambini, a causa dell’azione governativa di sradicamento del lavoro minorile, sono impiegati soprattutto nella produzione e distribuzione della coca, e costretti a lavorare durante la notte per non essere trovati dalla polizia. Il lavoro minorile per le famiglie non è certo un vanto, ma un’esigenza concreta. Quando lavorava non aveva la possibilità di studiare, ora, facendo parte dei NATs, lavora e studia. Il suo sogno è quello di poter frequentare l’università.
L’associazione NATs ONLUS (dall’acronimo spagnolo “Niños y Adolescentes Trabajadores”, bambini e adolescenti lavoratori) è un’associazione internazionale che nasce negli anni ’60 in Perù per sostenere e dare voce ai movimenti di bambini e bambine e adolescenti lavoratori CONTRO L’ABOLIZIONE indifferenziata e generica DEL LAVORO MINORILE, promuovendo il lavoro come occupazione dignitosa, volta a nobilitare e sostenere l’uomo, non a degrdarlo.
I movimenti NATs sono organizzazioni autogestite dai bambini e dagli adolescenti che lo compongono, e sono basate sull’organizzazione e la rappresentazione democratica. Si tratta di un’organizzazione a più livelli, nelle quali i bambini, supportati ed accompagnati da educatori adulti che svolgono una funzione di facilitatori, operano direttamente sul territorio in difesa dei loro diritti.
In quest’ottica, i NATs sono in contrasto con l’Organizzazione Nazionale del Lavoro, poiché questa considera “lavoro” qualsiasi attività retribuita, anche in caso di sfruttamento o condizioni vitali infime: vendita di bambini, prostituzione, pedopornografia, attività illecite, reclutamento per i conflitti, lavoro pericoloso. L’Organizzazione Nazionale del Lavoro, secondo i ragazzi colombiani testimoni, dovrebbe combattere per migliorare le conizioni di lavoro attraverso azioni concrete, non solo attraverso leggi cartacee e avulse dalla realtà effettiva.
Gli obiettivi dell’associazione NATs sono:
Lottare concretamente per la realizzazione di un lavoro degno,di un vero cambiamento sociale e la difesa dei diritti dei bambini, eliminando definitivamente lo sfruttamento.
Per fare questo, tentano di aumentare il protagonismo dei bambini, i diretti interessati, in modo che anch’essi possano esprimere le proprie opinioni e condividere le decisioni degli adulti facilitatori che sostengono l’associazione.
I due ragazzi colombiani, tengono molto a precisare che non si tratta di un’utopia: esistono già esempi concreti in cui i bambini si sono riuniti con i governanti degli stati per definire le condizioni di lavoro (ci mostrano con orgoglio le immagini di quegli importantissimi episodi).
In Colombia, l’associazione NATs ha dato vita alla Fundaciòn del Pequeno Trabajador (Fondazione del Piccolo Lavoratore), della quale fanno parte anche Marialiliana e l’altro ragazzo. Questa fondazione nasce 20 anni fa, con l’obiettivo di accogliere bambini lavoratori e di permettere loro di svolgere un lavoro degno, adatto a loro, e contemporaneamente di farli studiare. La struttura della fondazione fu progettata insieme da bambini ed adulti, e dispone di spazi adibiti al lavoro, di una biblioteca, di aree informatizzate, e da 10 anni anche di una scuola nata appositamente per i bambini lavoratori che non avrebbero potuto permettersi un’istruzione.
Ai bambini è permesso iscriversi alla fondazione solo nel caso siano lavoratori, e l’unico obbligo per farne parte è che, accanto all’attività lavorativa, frequentino la scuola.
Questa scuola è diversa dalle altre in quanto dura solo 4 anni invece di 5, ed offre il pasto giornaliero e materiali scolastici gratuitamente, di modo che i bambini possano risparmiare i soldi che altrimenti spenderebbero in questo modo (quasi la metà dello stipendio). Attualmente ci sono 400 iscritti.
La Fundaciòn del Pequeno Trabajador organizza varie attività lavorative per i bambini e i ragazzi nel rispetto della loro dignità: il riciclaggio della carta, un negozio di alimentari, una bottega di manifattura con le bucce di mandarino, un laboratorio di produzione di bigliettini con carta riciclata.
I prodotti vengono poi inseriti nel commercio equo e solidale, il ricavato costituisce lo stipendio dei bambini.
Altra attività assai importante è quella dell’orto urbano: è stata costruita una sorta di serra a cielo aperto, nella quale i ragazzi imparano a coltivare per tentare di far fronte alle difficoltà portate dalla defertilizzazione.
Alla fine dell’incontro, i due ragazzi colombiani ci salutano con una frase che è ormai diventata il motto dei NATs:
“Noi, i NATs, non siamo parte del problema, ma parte della soluzione”